libriamoci a scuola

Continua il ciclo di interviste a chi si occupa in prima persona di promozione della lettura: librai, bibliotecari, blogger, esperti di illustrazione e letteratura per ragazzi e per l'infanzia. L'appuntamento di oggi è con Marta Bianco della Libreria Bufò (Torino).

della Redazione

Continua il ciclo di interviste (leggi QUI le altre) a chi si occupa in prima persona di promozione della lettura: librai, bibliotecari, blogger, esperti di illustrazione e letteratura per ragazzi e per l'infanzia. Marta Bianco è laureata in Antropologia, e ha conseguito un Master in Pedagogia della Lettura e Formazioni di Librai e Bibliotecari per ragazzi all'Università Roma Tre. Nel 2014 apre a Ciriè, comune nei pressi di Torino, la prima sede della Libreria Bufò. Nel 2016 la libreria si sposta nel capoluogo. Bufò è prevalentemente una libreria per ragazzi, che sceglie e sostiene il lavoro di piccole e medie case editrici. Ogni mese ha un ricco programma di appuntamenti che spaziano dalle letture ad alta voce agli incontri con autori e illustratori, dai laboratori agli eventi rivolti ad adulti e genitori su e intorno la letteratura per bambini e ragazzi. Accanto ai libri trovano posto i giochi pensati come occasione per divertirsi e sperimentare. Bufò fa parte di ALIR - Associazione Librerie Indipendenti Ragazzi.

1. Fai una breve presentazione di te, del percorso che ti ha portato alla scoperta dei libri per bambini e ragazzi e alla promozione della lettura, del tuo progetto e/o delle tue attività legate alla lettura…

Librai non si nasce, si diventa. Potrei iniziare così la mia presentazione. Il mio percorso di studi, infatti, è stato diverso. Ho una laurea triennale in Scienze dei beni culturali e una specialistica in Antropologia culturale, una disciplina che mi è rimasta nel cuore e mi ha aiutato ad allargare i miei orizzonti mentali. Il mio percorso di avvicinamento al mondo delle librerie e della letteratura per l’infanzia, a dire il vero, è cominciato dopo. Ho lavorato in una libreria generalista e parallelamente, dato che mi ero appassionata, ho deciso di seguire un Master in Pedagogia della Lettura e Formazione di librai e bibliotecari per ragazzi. È stata la svolta, insieme alla gravidanza. Gli albi illustrati sono diventati la mia passione, ho iniziato a scrivere recensioni, a visitare le fiere e a un certo punto ho preso il volo. Nel 2014 sono (ri)nata come libraia. Fin da subito avevo chiara l’idea che la libreria dovesse essere uno spazio di relazione, di confronto e condivisione. Sia la mia prima libreria a Ciriè (che ho chiuso nel 2016) sia quella attuale a Torino sono state concepite perché le persone potessero piacevolmente sostare, perché i libri fossero accessibili a tutti e perché fosse un ambiente da vivere in più occasioni.

2. Quali sono gli ostacoli che hai incontrato? Come li hai superati? Chi o cosa ti ha aiutato a continuare fino alla realizzazione del tuo progetto?

Come per ogni impresa commerciale, ci sono una serie di peripezie burocratiche da affrontare unite alla necessità di avvicinarsi a concetti fino a quel momento sconosciuti. Un buon commercialista che ti segua passo passo è sicuramente un alleato necessario. La passione è fondamentale, ma non basta perché ciò che mi spinge ogni giorno a migliorarmi è proprio la consapevolezza che la libreria è un negozio, ha conti da pagare e tutto (o quasi) deve quadrare il più possibile.

3. Cosa consiglieresti a chi vuole realizzare un’iniziativa come la tua?

Formazione, prima di tutto. Soprattutto se si sceglie la strada di una libreria specializzata, non ci si può improvvisare illudendosi che sia bello e facile realizzare un negozio “per bambini”. Su questo punto sono molto netta e decisa perché nel nostro paese stiamo assistendo a un fiorire di librerie senza che a volte ci sia la giusta preparazione dietro. In secondo luogo, serve dimestichezza con i numeri, la contabilità deve diventare pane quotidiano, soprattutto in questo settore dove i guadagni sono minimi e ogni spesa è un costo.

bufo2

4. Perché per te è importante fare promozione alla lettura e leggere ad alta voce?

Più che leggere ad alta voce secondo me è importante leggere insieme. Il percorso che porta un adulto a condividere una storia con un bambino è meraviglioso. Certo può non essere facile, ma le soddisfazioni che regala sono immense. Secondo me la vera promozione della lettura si verifica quando il libro si spoglia di ogni alone di magia e torna a essere un oggetto semplice, un tramite tra due persone. Negli ultimi anni, nello sforzo di far crescere il numero di lettori, a mio avviso abbiamo anche creato il mito del libro, come se fosse qualcosa di sacro. Forse dovremmo tornare a una visione meno edulcorata, dedicare più tempo al fare piuttosto che alle parole per farlo.

5. Come costruisci i tuoi percorsi di lettura? Come sono strutturate le tue letture con i bambini e ragazzi?

Non credo di avere dei percorsi di lettura, semplicemente perché ogni lettore è diverso. Prima di consigliare un libro a un bambino, mi faccio raccontare qualcosa sui suoi gusti e presento un quadro di proposte tra le quali possa scegliere. Quando leggo in libreria per loro, di solito seleziono tre o quattro albi illustrati e mi è capitato di proporre anche letture “a puntate” con cadenza settimanale. Era molto bello vedere i bambini arrivare curiosi la volta dopo per ascoltare il seguito della storia.

6. Quali sono le caratteristiche che un libro per bambini o per ragazzi deve avere per essere un buon libro?

Nell’albo illustrato faccio fatica a trovare la definizione giusta. Quando è fatto a regola d’arte io spesso dico che “suona”, intendendo con questa espressione che testo e immagini sono ben armonizzate tra di loro. Credo che un buon libro per bambini sia soprattutto quello che non scimmiotta il linguaggio dei bambini, errore in cui spesso incappano tutti quelli che si convincono che la letteratura per l’infanzia sia più facile. Un buon libro deve aprire mondi, suscitare domande, spesso proporre parole nuove e difficili, deve contenere il mondo del bambino in tutte le sue sfaccettature, anche quelle che fanno paura e che a volte il genitore scarta per timore di affrontare temi scomodi e complicati. L’illustrazione poi non deve essere didascalica rispetto al testo, ma raccontare altro, di più, il non detto.

bufo3

7. Quali sono per te i tre libri più belli per bambini dai 3/6 anni?

Alzando lo sguardo sugli scaffali della libreria e scegliendo senza troppi indugi ora come ora direi:

  • Voglio un’altra mamma di Nadine Robert e Geneviève Godbout, edito da Lupoguido;
  • Le mutande di Orso Bianco di Tupera Tupera, edito da Salani;
  • Shh! Abbiamo un piano di Chris Haughton, edito da Lapis.

8. Quali sono per te i tre libri più belli per bambini dai 6/11 anni?

  • Dory fantasmagorica di Abby Hanlon, edito da Terre di Mezzo;
  • Cuori di waffel di Maria Parr, edito da Beisler;
  • Il grido del lupo di Melvin Burgess, edito da Equilibri.

9. Quali sono per te i tre libri più belli per Giovani Adulti?

  • Più veloce del vento di Tommaso Percivale, edito da Einaudi;
  • Stargirl di Jerry Spinelly, edito da Mondadori;
  • La repubblica delle farfalle di Matteo Corradini, edito da Bur.

10. Parlando di promozione alla lettura quanto pensi sia importante il ruolo della scuola e delle insegnanti, della famiglia, della società?

Ogni obiettivo si raggiunge più facilmente se più attori sono coinvolti. Ci sono contesti e situazioni che rispondono meglio di altri, ma la vera domanda secondo me sarebbe quella volta a capire quale è stato il percorso che ha portato a una tale svalutazione del libro. Nelle scuole gli insegnanti non possono vincolare all’acquisto laddove una gita rientra nel programma didattico, le biblioteche scolastiche sono poche e spesso vecchie nell’offerta, le campagne di sensibilizzazione messe in atto dall’alto spesso sembrano solo degli slogan pubblicitari che non hanno effetti sul lungo periodo. In tutto questo il libro non è percepito come un bene necessario, ma come qualcosa di costoso, inutile e accessorio. La strada da percorrere è lunga e il più delle volte si ha la sensazione di essere gocce nel mare.

11. Quali sono secondo te i fattori che contribuiscono ad ottenere nei giovani un rapporto sano con l’oggetto libro/con la lettura?

Come dicevo prima, il libro ha bisogno di diventare un oggetto d’uso quotidiano. Da qui l’importanza delle biblioteche, non solo come centro di aggregazione sano, ma anche come luogo dove il libro si prende, si prova, si legge senza vincoli. Ogni classe in ogni scuola dovrebbe avere a disposizione uno scaffale di libri, un momento della giornata dedicato alla lettura, una o più occasioni durante l’anno in cui visitare librerie, incontrare autori, illustratori e le varie figure che fanno parte della filiera del libro. Il fattore decisivo resta comunque quello più ovvio: il giovane deve vedere nell’adulto la sensazione che il libro sia qualcosa di fondamentale, qualcosa che non deve mancare in una casa, in una famiglia. Spesso non ne entra nemmeno uno tra le mura domestiche, ad eccezione dei testi scolastici.

bufo4

12. Qual è Il tuo libro preferito di sempre?

Favole al telefono di Gianni Rodari.

13. Qual è la tua citazione letteraria preferita?

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” di Marcel Proust. È una frase che mi accompagna da molto tempo, che mi aiuta a cercare prospettive diverse, a mettermi nei panni degli altri, a fare esercizio di empatia.

Per informazioni e contatti

Librerià Bufò - Via Monginevro 187/A, Torino - tel. 0112644603 - www.libreriabufo.it - bufo@libreriabufo.it - Pagina Facebook