libriamoci a scuola

La principale discriminante che caratterizza le richieste degli adulti che acquistano libri per bambini è l’età. Di questo ovviamente si sono accorti molti editori, che si sono affrettati ad aggiungere l’indicazione dell’età nella copertina, in modo da rendere i loro libri sempre più alla portata di tutti. Ma è questo il criterio giusto da seguire?

di Rossella Gardelli - Milkbook

Riproponiamo un'interessante riflessione della libraria, e lettrice volontaria di Nati per Leggere, Rossella Gardelli:

La principale discriminante che caratterizza le richieste degli adulti che acquistano libri per bambini è l’età. Di questo ovviamente si sono accorti molti editori, che si sono affrettati ad aggiungere l’indicazione dell’età nella copertina, in modo da rendere i loro libri sempre più alla portata di tutti.

Quando a un libraio viene posta la fatidica domanda: “Mi può consigliare un libro per un bambino di x anni?”, ecco che sul volto compare una nota di disappunto e sulla fronte una piccola ruga di disapprovazione, non perché non abbia una vasta gamma di titoli da proporre, ma perché è un po’ come entrare in un negozio di vestiti e chiedere un abito “per una bambina”, senza aggiungere altro. Cosa farebbe la commessa o il titolare del negozio? Vorrebbe sapere qualcosa in più sul modello, la lunghezza, il colore ecc.

Ecco allora che anche dal libraio dovremmo aspettarci domande più specifiche, indispensabili per guidare la scelta del titolo da suggerire: “Conosce i gusti del bambino?”, “Sa quale libro ha letto di recente?”, “Mi sa dire il suo livello di autonomia nella lettura?”, “Il bambino è abituato alla lettura ad alta voce?”. Solo dopo queste informazioni di partenza, e acquisendo una seppur minima conoscenza del giovane lettore cui il libro è destinato, il libraio potrà fare bene il suo lavoro e consigliare per il meglio.

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