di Giulia Porena – Licei “Vittoria Colonna” (Roma)

Il libro

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi, Milano 1985

Un accenno di trama

L’intera storia ruota attorno all’amore che, come spesso succede quando entra nella vita delle persone, complica estremamente la tranquillità e l’equilibrio che si aveva prima. Tereza, Franz, Sabina e Tomàs si trovano quindi a fare i conti con le loro vite sconvolte dall’amore, ma sarà proprio quest’ultimo a rendere le loro storie avvincenti e naturali. È un continuo susseguirsi di eventi caratterizzati da un fantasioso realismo, dove verità e fantasia si fondono a tal punto da non essere più riconoscibili, almeno per trecentotrentasei pagine.

Cosa ne penso

Oltre al piacere che offre il libro di una lettura scorrevole, il romanzo è contornato da un panorama filosofico amplissimo che suscita parecchi spunti di riflessione volti a far costruire al lettore un’idea quanto più oggettiva possibile e quanto meno spinta dal pensiero dell’autore stesso; così da permettere a chi lo legge di approfondire il suo essere, conoscendosi anche meglio. Il libro cela, dietro le vicende intrecciate dei quattro protagonisti, temi importantissimi ed estremamente attuali senza mai annoiare; riflette sull’essenza dell’essere in relazione alla soggettività di ognuno dei personaggi, sul ruolo della donna all’interno della società e sulla reale interpretazione di attribuzioni soggettive e del loro contrario, come ad esempio il bene e il male, la giustizia e l’ingiustizia, o la leggerezza e la pesantezza. Chi lo legge è portato a rivolgersi le stesse domande esistenziali che il libro propone, anche aiutato dallo scenario politico e sociale che l’autore dipinge. Una particolarità sulla quale gioca l’autore è la differenza quasi impercettibile tra realtà e fantasia, gli eventi immaginari sono trattati con un realismo tale da far quasi credere al lettore che tutto ciò sia vero, avvolgendolo totalmente nello spirito della storia.

Una frase da citare

“Se la dannazione e il privilegio sono la stessa identica cosa, se non esiste differenza tra il sublime e l’infimo, l’esistenza umana perde le sue dimensioni e diventa insostenibilmente leggera.”

Affinità elettive

Questa insostenibile leggerezza dell’essere, canzone di Antonello Venditti.

Il sito web dei Licei “Vittoria Colonna”: www.vittoriacolonnalicei.gov.it.