di Maria Greco – Responsabile settore scuola del Centro per il libro e la lettura

In occasione di questo speciale Dantedì 2021, il Centro per il libro e la lettura, attraverso il canale dedicato alle scuole, intende fornire un contributo bibliografico, accompagnato da spunti metodologico – didattici, che possano rendere bambini e ragazzi lettori sempre più consapevoli del testo più famoso della letteratura italiana la Commedia, definita da Boccaccio “Divina” (e non solo per l’argomento). La conoscenza di Dante, il padre della nostra letteratura, non avviene, a mio avviso, gradualmente (come dovrebbe essere): il Sommo Poeta viene, infatti, presentato ai nostri alunni “nel mezzo” della scuola secondaria di primo grado, quando hanno appena incontrato il libro di Letteratura. Quasi nessuno di loro ne ha mai sentito parlare prima e quando incontrano le terzine dantesche, a dodici anni, seppure ben confezionate da scelte editoriali brillanti, si scontrano con la difficoltà di una lingua inaccessibile e lontanissima, che non può essere compresa senza la mediazione dell’insegnante. Le tre cantiche vengono esaminate nel dettaglio solo nel triennio della secondaria di secondo grado, quando si ritiene i ragazzi pronti ad un approccio critico del testo.

Ma esiste un’età per avvicinare i nostri alunni a Dante e alla sua Commedia? 

Ovviamente no, non esiste un’età “giusta”, esistono, però, metodologie e percorsi didattici, che possono essere strutturati e ragionati partendo da libri e albi illustrati, testi parafrasati e fumetti idonei alle varie fasce d’età scolari ed esistono alunni lettori e scrittori che si avvicinano ad un’opera letteraria con l’aiuto di una “guida”, di un “maestro”, che li aiuti a districarsi nella “selva oscura” e che li guidi verso la luce. Immagino l’accostamento a qualsiasi opera letteraria (specie se così lontana da noi) come la visita a una cattedrale affrescata o a un museo, quando si sta con lo sguardo all’insù: le immagini ci parlano, la guida le spiega, comprendiamo a un primo livello; ci sarà tempo in futuro per capire tecniche, repertorio e sostrato culturale, per analizzare l’opera a più livelli. Perché si può essere lettori senza essere critici, ma non si può essere critici senza essere lettori.

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Come avvicinare Dante ai bambini della primaria, che hanno scoperto da poco il piacere della lettura?
Suggerimenti bibliografici per la Scuola Primaria 

– Cinzia Bigazzi, Valentina Canocchi (ill.), Dante per gioco, Federighi editori, 2007
Libro illustrato – primarie
Questo libro, dalle divertenti e vivaci illustrazioni, attraverso una narrazione semplice, alleggerita dalle parti filosofiche e storiche, intende offrire un primo approccio alla comprensione della ricchezza culturale ed umana contenuta nel poema dantesco. Esistono tre volumi, uno sull’inferno, uno sul purgatorio e uno sul paradiso.

– Enrico Cerni, Francesca Gambino (ill.), La divina avventura. Il fantastico viaggio di Dante, Coccole books, 2014
Libro illustrato – dai 6 anni
La Divina Commedia vista con gli occhi dei bambini. Al centro di tutto la conoscenza di luoghi e personaggi curiosi, fantastici, bizzarri. Il volume è composto da 400 quartine di ottonari a rime alternate per catturare l’attenzione, con il ritmo delle filastrocche e l’incanto della poesia. All’interno anche le cartine dei tre regni visitati dal protagonista. 

– Massimo Seriacopi, T. Levente Tani (ill.), Divina Commedia per bambini, Mandragora, 2017
Libro illustrato – dai 7 anni
Un altro adattamento del capolavoro di Dante Alighieri, reso semplice e comprensibile per i bambini, grazie alla scelta dei “momenti” e dei concetti considerati fondamentali per la raffigurazione compiuta del pellegrinaggio nel mondo della dannazione, della purificazione e della beatitudine e tradotti in immagini e versi endecasillabi senza rima. Il testo inglese raddoppia l’operazione culturale e comunicativa del volume. 

– Annamaria Piccione, Francesc Rovira (ill.), La Divina Commedia raccontata ai bambini, Mondadori, 2021
Libro illustratodagli 8 anni
Una versione in prosa che rilegge per i più piccoli uno dei viaggi più affascinanti della letteratura mondiale. Attraverso questa fedele e originale riscrittura, accompagnata da immagini lievi e ironiche, la Commedia si trasforma in un romanzo d’avventura che tra incontri inaspettati, scenari mozzafiato, demoni brontoloni e canti angelici, conduce Dante nei tre regni dell’aldilà.

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In che modo far scoprire il testo della Commedia ai preadolescenti e agli adolescenti e rendere l’incontro in sé un accadimento fondamentale della loro crescita, in questo preciso momento della loro vita?
Suggerimenti bibliografici per le Scuole Secondarie

– Franco Nembrini, Andrea Iacobuzio (ill.), Beatrice, i lupi e le stelle, Piccola Casa Editrice, 2015
Libro illustrato – dai 10 anni
Chi l’ha detto che Dante è noioso? In questo libro l’autore presenta Dante, ripercorrendo gli episodi più significativi della Divina Commedia, accompagnati da alcuni versi del poeta stesso e da vivaci illustrazioni. Attraverso le parole del poeta fiorentino e quelle di Nembrini, i ragazzi rimarranno affascinati da un personaggio che parla la loro stessa lingua: non l’antico fiorentino, ma un compagno di strada, un bambino intelligente e poi un uomo innamorato, un amico fedele e un cavaliere audace che ha lottato per la sua città e la sua famiglia, uno scrittore di successo e un papà premuroso.

– Luigi Garlando, Vai all’inferno, Dante!, Rizzoli, 2020
Romanzo – dagli 11 anni
A Firenze c’è una bellissima villa cinquecentesca in cui vive Vasco, 14 anni, un bullo patentato che maltratta le prof e i compagni. A scuola Vasco fa pena, in compenso è diventato imbattibile a Fornite, vuole diventare un gamer professionista e ha già molti follower. E in effetti vince sempre. Finché una volta, a sorpresa, viene battuto da uno sfidante che si chiama Dante e indossa il classico copricapo del Poeta. Il misterioso vincitore chatta: “Questo ti serve ancor per Montaperti / Io son tornato, tieni gli occhi aperti”. Chi è questo Dante? E perché parla così? Vasco è deciso a batterlo e lo cerca in rete appena può per chiudere la partita, senza sapere che la più esaltante e stupefacente sfida della sua vita è appena cominciata.

– Marcello Toninelli, Dante. La Divina Commedia a fumetto, Shockdom, 2015
Fumetto – dagli 11 anni
“Nel mezzo del cammin di nostra vita /mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita…”
Così la raccontava l’Alighieri, ma è risaputo che… faceva la Commedia!
Marcello Toninelli, che, come tutti i senesi, è in contrasto coi fiorentini fin dai tempi di Montaperti, la racconta in un modo decisamente più divertente. Seguendo puntigliosamente il tracciato dell’opera originale, ma occhieggiando di continuo al nostro presente, Toninelli ha realizzato la più completa, rigorosa ed esilarante parodia a fumetti del capolavoro dantesco.

– Seymour Chwast, La Divina Commedia di Dante, Quodlibet, 2019
Fumetto – per adolescenti
La lista di artisti che hanno tentato di interpretare il poema dantesco è lunga e piena di nomi importanti, ma Seymour Chwast ne ha realizzata una delle versioni più divertenti e spiazzanti. Con impermeabile, cappello, occhiali da sole e pipa, Dante assomiglia più a un detective di Raymond Chandler che al divin poeta. Al suo fianco Virgilio, in completo nero e bombetta, e Beatrice, con un caschetto biondo platino. Con soluzioni inedite e inventive illustrazioni, Seymour Chwast ci offre una Divina Commedia ironica e al tempo stesso fedele al testo.

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Elencherò, di seguito, degli spunti metodologici (accompagnati da indicazioni bibliografiche e sitografiche per eventuali approfondimenti) che potranno essere calibrati dai docenti rispettivamente per la scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, attraverso l’intervento didattico che riterranno più opportuno.

La lettura ad alta voce dei testi è senza dubbio un’esperienza didattica utile per avvicinare bambini e ragazzi alla conoscenza di Dante. Come ci ricorda il prof. Federico Batini: “Tramite la lettura ad alta voce i bambini e i ragazzi sono in grado di fruire fruttuosamente di testi di livello linguistico superiore a quello a cui potrebbero accedere mediante la lettura autonoma… Leggere ad alta voce rende le idee complesse più accessibili ed espone i bambini a un vocabolario più ricco e a modelli linguistici che non fanno parte del linguaggio quotidiano” (Federico Batini, Ad alta voce, Giunti, 2021). 

Su oralità e lettura, “Eric A. Havelock, uno dei più importanti protagonisti degli studi sull’oralità e la civiltà della scrittura, afferma che i grandi scrittori hanno origine dai buoni oratori ed infatti è un circolo virtuoso quello che unisce lingua parlata e lingua scritta. Meglio si parla, meno fatica si farà a leggere; meno si fatica a leggere e più la lettura potrà risultare piacevole, per cui si leggerà di più e in modo diversificato (seguendo il nostro istinto ad apprendere, la nostra curiosità e il bisogno di sentirsi sempre più competenti); più si leggerà e più il nostro lessico si farà ricco, saremo in grado di formulare periodi complessi e avremo una maggiore padronanza linguistica, in sostanza parleremo meglio. E si ricomincia. 
Perché quindi limitare le attenzioni verso gli stimoli verbali, i dialoghi, le iniziative virtuose e i dibattiti all’età dagli zero ai tre anni? […]
Noi non nasciamo con la capacità di leggere. Per imparare a leggere dobbiamo dedicare a questa attività esercizio, tempo e sforzo, in modo tale che nel nostro cervello si rafforzino i circuiti necessari per farlo. […] Legge innanzitutto chi si sente capace di farlo, si impegna a migliorare chi ritiene di poterci riuscire, diventa lettore forte chi sperimenta l’esperienza di flusso” (B. Eleuteri, L’adolescente e il libro. Una proposta di indagine motivazionale di tipo qualitativo, in Biblioteche Oggi, vol. XXXVII luglio-agosto 2019, p. 8-16.)

Seguendo il discorso della lettura e dell’esposizione orale e considerando le tematiche filosofiche, astronomiche, storiche e letterarie della Commedia, si potrebbe pensare all’utilizzo della metodologia del debate, capace di supportare i ragazzi, in particolare della scuola secondaria di primo e secondo grado, nell’apprendimento e nello sviluppo di importanti soft skills (flessibilità, lavoro in gruppo, capacità di parlare in pubblico rispettando i turni, capacità di problem solving attraverso il proprio ingegno creativo). Per approfondimenti suggerisco questo sito: http://innovazione.indire.it/avanguardieeducative/debate

A questo proposito, per la scuola primaria, un approccio simile a quello del debate,  è la Filosofia per bambini (Philosophy for children), ideata da un professore americano, Lipman, negli USA, intorno alla metà degli anni Settanta del Novecento. L’obiettivo didattico-pedagogico è quello di incrementare le capacità cognitive complesse, le abilità linguistico-espressive e sociali. È una sorta di curricolo filosofico, perché affronta problemi esistenziali quotidiani, pedagogico, in quanto costruisce capacità di pensiero complesso e democratico, e didattico, perché imposta un metodo di lavoro trasformando la classe in una comunità di ricerca e l’insegnante in facilitatore dell’apprendimento. Si parte dalla lettura di specifici testi (nel nostro caso passi della Commedia), sui quali poi l’insegnante costruisce una “discussione”: una fonte molto utile per approfondimenti e materiali si trova qui: 
www.filosofare.org/crif-p4c/

Ritengo utile consigliare per la comprensione dei testi letti, in particolare per quelli poetici, la metodologia della pedagogia dell’espressione che utilizza la tecnica della mìmesis (dal greco mimeomai = imitare, rappresentare mimando): rendersi simile nella voce e/o nel gesto a qualcuno o a qualcosa. Questo metodo, pratico e funzionale, rende gli alunni attori e protagonisti di un processo di apprendimento che parte dal corpo: l’insegnante legge un testo ad alta voce e chiede agli alunni di esprimere col corpo ciò che quelle parole suscitano. Così mente e corpo partecipano insieme in un percorso che facilita l’interiorizzazione di valori e l’espressione dell’energia creativa personale, facilitando anche la comprensione testuale. Per approfondire, consiglio il testo curato dal prof. Gilberto Scaramuzzo, professore di Pedagogia generale e direttore del master di Pedagogia dell’espressione dell’Università degli Studi Roma Tre, Mimopaideia Buone pratiche per una pedagogia dell’espressione, Anicia, 2011.

Lavorare con le immagini, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, facendo comunicare tra loro il linguaggio figurativo e quello letterario, è un metodo accattivante e coinvolgente per gli studenti: si possono utilizzare le illustrazioni che corredano i libri scelti per poter spiegare meglio i concetti e chiedere di rappresentare figurativamente ciò che si è appreso, stimolando l’immaginazione (per la primaria). Per gli studenti della secondaria si potranno comparare i versi della Commedia con le opere di vari pittori, dai codici miniati (codice Ms Hegerton 943), ai ritratti di Füssli e William Blake del Conte Ugolino e di Paolo e Francesca oppure alla rappresentazione di Pia de’ Tolomei di Dante Gabriel Rossetti e provare, così, a far acquisire ai ragazzi la capacità di comprensione di un testo con l’aiuto del linguaggio iconografico, facendo loro scoprire l’intertestualità e l’interdiscorsività  tra “opere d’arte” diverse (scrittura e pittura), in un percorso interdisciplinare letteratura-arte.
A tal proposito suggerisco questo sito per curiosare tra percorsi multi e interdisciplinari pensati per gli studenti della secondaria di secondo grado:
https://sito01.seieditrice.com/la-divina-commedia/dante-e-gli-altri/ 

Molto utile e altamente inclusivo l’utilizzo del Caviardage per poter lavorare sul testo della Commedia. E’ quello che abbiamo pensato di proporre alle scuole secondarie di primo grado con l’ideazione di un nuovo premio, Cercatori di poesia nascosta ( regolamento disponibile qui). Si tratta di un metodo di scrittura poetica ideato da Tina Festa, che aiuta a tirar fuori le emozioni attraverso un processo creativo che parte da una pagina già scritta. Per approfondimenti visitare il sito: 
https://www.caviardage.it/